La Scarzuola, città ideale!

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La Scarzuola, la città ideale è una costruzione surreale situata in provincia di Terni, venne progettata da Tomaso Buzzi, architetto, artista ma soprattutto uomo di cultura tra i più importanti del '900.

La Scarzuola Sorge nella piccola località di Montegiove, nel comune di Montegabbione, anche se è più vicina a Perugia, in realtà si trova sotto la provincia di Terni.

La Scarzuola è costruita sulle immediate vicinanze di un convento del '200 fondato da San Francesco. Il suo ideatore, Tomaso Buzzi, l'acquistò nel 1957 e costrui nelle immediate vicinanze la sua città ideale, tracciando al suo interno un percorso simbolico neo-illuminista riferito a particolari conoscenze esoteriche e sue intuizioni.

La Scarzuola è formata da molte costruzioni raggruppate in sette "scene teatrali", metafora della vita di ciascuno. Alla morte nel 1981 del suo ideatore, la Sacrzuola pasa proprietà del nipote di Tomaso, Marco Solari che ne continua la costruzione, utilizzando i progetti lasciati da suo zio; oggi si può dire che è praticamente conclusa.

Tomaso Buzzi è personaggio eminente della cultura italiana, sul finire degli anni venti fondò una rivista chiamata Domus insieme a Giò Ponti, dove scrisse sino al 1937. Nel 1932 fù direttore artistico della Venini di Venezia, in quel periodo partecipò a più edizioni della Biennale con alcune delle sue creazioni, sempre negli anni trenta progettò anche alcuni quartieri di Milano.

Fu nel 1936 che, dopo l'emanazione delle leggi razziali, si dissociò dal regime ed iniziò un percorso di indipendenza professionale, divenne così il maggiore architetto dell'alta borghesia e della nobiltà italiana.

Lavorò anche all'estero ed oltreoceano; agli inizi degli anni cinquanta fù incaricato dal governo italiano di restaurare le ambasciate nordafricane e mediorientali. L'attuale proprietario non potrà aggiungere altro al di fuori dei disegni lasciati dallo zio, visto che, l'opera è vincolata dalla Soprintendenza dagli anni settanta.

Quindi La Scarzuola, basata sul primo poema illustrato italiano "Hypnerotomachia Poliphili", non è altro che un viaggio iniziatico all’interno di noi stessi dove possiamo incontrare luoghi, a forma di scene teatrali, metafore della vita di tutti noi, insomma un viaggio nell’anima, attraverso il non luogo ideato da Buzzi.

All’'nterno del cortile d'ingresso al convento è visibile una serie di 14 tavole plastiche fatte di terracotta e raffiguranti la via Crucis, opera di Fra Petrus de Scarsellis e Padre Nicolai de Urbe Veteri (1735). Inoltre la chiesa, che fu restaurata e riarredata da Marco Solari dominus, contiene affreschi di notevole importanza storica e arredi secenteschi.

Lo stupendo giardino, oltre a essere parte integrante del percorso esoterico come fosse una scultura, contiene numerose varietà vegetali e un numero consistente di cipressi.

Si narra che nel 1218 alla Scarzuola vi dimorò addirittura San Francesco di Assisi costruendosi una capanna fatta di scarsa (una pianta palustre, da cui deriva il nome Scarzuola). Il Santo fondò li un Convento piantando un alloro ed una rosa e creando una fonte della quale la gente porta ancora molta devozione. Nella piccola chiesa del convento infatti è ancora oggi custodito un affresco della prima metà del XIII secolo, uno dei primi ritratti del Santo in levitazione.


 
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